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2RC – La storia
di Marianna Vecellio


Nel 1959 Valter ed Eleonora Rossi, due giovani dell’Accademia di Brera, fondano con il cugino Franco Cioppi a Roma la 2RC Stamperia d’Arte con la convinzione che la grafica sia un vero e proprio genere artistico, come la pittura e la scultura e non un’estensione di queste ultime: l’obiettivo è quello di creare un laboratorio tecnico che sviluppi le disparate tecniche della grafica al fine di permettere agli artisti di lavorare liberamente come con gli altri media.


Lucio Fontana: gli inizi


Nei primi anni ’60 Valter ed Eleonora Rossi stampano a Roma la loro prima cartella grafica: una serie di acquetinte e acqueforti realizzate da Fontana. La cartella gli consentirà di vincere il primo premio per la grafica a Tokyo.

Lucio Fontana rappresentava insieme ad Alberto Burri una delle voci più significative del dopoguerra.

Il suo approccio alla materia, i tagli e i fori eseguiti sulla tela rappresentavano le sperimentazioni sui nuovi concetti spaziali. Riportarli in incisione doveva divenire la prova che le tecniche di stampa preservavano da una parte la tattilità della superficie peculiare al mezzo cartaceo, pur mantenendo viva l’articolata tessitura delle opere di Fontana.

Ha così inizio l’attività della 2RC che fin dagli albori rivela una spiccata propensione a collaborare con gli artisti che si muovono sulle ricerche più avanzate. Tra il 1962 e il 1969 stampano con la 2RC: Alberto Burri, Giò Pomodoro, Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Giuseppe Santomaso, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Achille Perilli, Beverly Pepper, Adolph Gottlieb e Afro.

Il profondo rispetto verso l’arte, un bisogno di avventura, la sapienza pittorica e scultorea e la capacità di cogliere il tocco distintivo di ogni artista, spingono i Rossi, con grande accuratezza di mestiere, al desiderio di produrre graficamente i processi e i contenuti espressi dagli artisti contemporanei e li conducono ad una coraggiosa sperimentazione.

Vittorio Rubiu a proposito delle incisioni di Alberto Burri, con il quale i Rossi stampano dal ’62 al ’83, parla di “…incisioni più vicine alla pittura, quasi da scambiarsi con essa…”; i Rossi restituiscono l’effetto della plastica combusta e le variazioni di bianco attraverso l’uso dell’acetato, plastica trasparente ed incolore, mentre riportano sulla carta la matericità dei Cretti attraverso un elaborato e non convenzionale sistema di incisione ed acquatinta.


1969 – Cartella UNESCO:
gli anni del consolidamento


Il 1969 è un anno speciale per Valter ed Eleonora Rossi; l’Unesco gli commissiona la realizzazione di una cartella di grafica che li porta a collaborare con diversi artisti di fama mondiale. È l’occasione che li porta a realizzare la scelta di sogno: lavorare con i più grandi artisti come Joan Miró, Alberto Burri, Alexander Calder, Victor Vasarely, Victor Pasmore, Sonia Delaunay, Louise Nevelson, Sebastian Matta, Man Ray, Max Bill, Wotruba.

Per i coniugi Rossi questa occasione rappresenta l’opportunità di farsi conoscere da un pubblico internazionale è l’inizio di una fitta e proficua collaborazione con i più grandi talenti contemporanei.

È la volta del consolidamento del loro lavoro: realizzano, infatti, la serie “Presenze grafiche”, incisioni di cm. 95 x 95, un formato assolutamente originale ed insolito per la grafica dell’epoca.

Gli anni ’70 sono gli anni in cui i Rossi sviluppano le molteplici tecniche dell’intaglio, indispensabile per i lavori di alcuni scultori, come Beverly Pepper, Giò e Arnaldo Pomodoro e Chillida che ritrovano in esso le proprietà fisiche e formali della scultura.

Nel 1973 Valter ed Eleonora Rossi durante un soggiorno in Turchia, sulla loro barca realizzano con Pierre Alechinsky la prima grafica “Mare nostrum”. Superano così l’ennesima prova, mutando concettualmente il senso dato fino a quel momento all’enfasi dell’atelier, infatti da allora in poi non sarà più l’Artista che dovrà andare alla Stamperia ma i luoghi di lavoro si trasferiranno da Roma a Bodrum (Turchia), Mentone (Francia), Palma di Majorca (Spagna), Los Angeles (California), Southampton e Montauk (Long Island), Palm Beach (Florida), Point Race (California) e New York.

La possibilità di realizzare incisioni di formato inusuale, attira intorno alla 2RC non solo del collezionismo privato e museale, ma l’interesse di artisti della portata di Afro, Sam Francis, Henry Moore, Pierre Soulages, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Nancy Graves, George Segal, Graham Sutherland, e tanti altri che durante i loro soggiorni a Roma negli anni ’70, anni nei quali la stamperia trova sede all’Ara Coeli, hanno modo di realizzare le loro opere maggiori; la più grande dimensione per quell’epoca è l’Aveuglette di Pierre Alechinsky di cm. 200 x 300.

La grande dimensione diventa luogo dell’azione, superficie agibile pronta a scatenare inganni e prove continue, che l’artista risolve rimettendosi nelle mani e nella sapienza dell’incisore e anche il luogo dell’avversarsi del colore, di cui Eleonora Rossi porta una grande sensibilità, passaggi tonali che i coniugi Rossi amano ritrovare nel loro vissuto, perché per i Rossi lavorare è una condizione di amore.


Gli artisti inglesi
Pasmore, Sutherland , Moore e Bacon


Victor Pasmore, artista segnalato a Valter Rossi da Burri in occasione della cartella dell’Unesco, lavora con la 2RC continuativamente, dalla fine degli anni ’60 fino alla sua morte avvenuta nel 1998.

Roma diveniva in quegli anni una tappa favorita per Pasmore, quando da Malta, dove si era stabilito dalla fine degli anni ’60, tornava a Londra per assumere il suo incarico di Direttore del Piano Urbanistico. Egli amava soggiornarvi e produrre alcuni lavori con i Rossi, riproducendo le sue forme biologiche, dalle luci del mar Mediterraneo che tanto Eleonora Rossi sapeva intuire e realizzare.

Graham Sutherland pone i Rossi davanti al problema dell’acquatinta: artista solitario, condivide con la coppia la sua ricerca di un segno bruciato dal tempo. Realizza nel suo studio a Mentone in Francia nel 1977 “Bees”, serie api, e nel 1979 “Le bestiaire”, ispirata al racconto di Apollinaire.

Il lavoro grafico compiuto nei primi anni ’80 da Henry Moore è sintetizzato dalle parole di Giulio Carlo Argan, il quale osserva l’abilità dello scultore nel saper dare con un solo segno grafico il limite dell’orizzonte naturale e quello scultoreo della figura umana. La difficoltà di trasferire il lavoro plastico su una superficie bidimensionale non è limite alla creazione per i maestri incisori, ma spunto per una ricerca spaziale che avviene nel segno e nel colore. L’entusiasmo di Moore sarebbe stato tale da decidere di prestare ai Rossi cinque grandi sculture in occasione dell’inaugurazione della nuova stamperia, Vigna Antoniniana Stamperia d’Arte a Roma nella nuova sede alle Terme di Caracalla.

Alla fine degli anni ’80 i Rossi vedono realizzarsi uno dei più grandi desideri della loro carriera: Pierre Levé, l’allora direttore della Marlborough Gallery di New York, gli propone di realizzare un’incisione con Francis Bacon.

L’artista inglese, personaggio tanto amabile quanto faticoso e complesso, non riesce a partire dal foglio bianco. Bacon rifugge la grafica convinto della impraticabilità del mezzo, poi arriva l’arancio ed è lo choc.

Sovrapponendo le lastre, Eleonora Rossi riesce a dare vita ad un colore che l’artista inglese pensava fosse irrealizzabile in grafica: uno specifico arancione, intenso ed infinito. È l’inizio di una serie di incisioni bruscamente interrotte dalla morte dell’artista.

Questa esperienza è per i Rossi un ennesimo insegnamento: la grafica non deve esser lavorata con immediatezza; essa non deve assolvere ai problemi di distribuzione di un’immagine, ma è un mezzo capace di dilatare la necessità alla sperimentazione, fatta di scambio reciproco di comprensione e generosità tra l’artista e lo stampatore.


New York


Gli anni ’70 sono anni grigi in Italia, la collaborazione con artisti d’oltreoceano e le difficoltà politiche dell’epoca portano i Rossi, nel 1979, ad aprire una stamperia a New York, che rappresenterà l’inizio di una fase di lavoro proficuo.

Il desiderio dei Rossi è quello di stabilire un dialogo solido con gli artisti americani con i quali lavoravano da anni, dando un riferimento oltreoceano, per realizzare i buoni di stampa poi tirati in Italia, e imporsi con una presenza internazionale.

Sono tante le esperienze e gli episodi di quegli anni: l’espressionismo calligrafico di Pierre Alechinsky, il primo ad inaugurare il torchio a New York; i numerosi viaggi in California e la stamperia ambulante ridotta all’essenziale per Sam Francis; George Segal nel 1987 a New York realizza la Serie di sei opere grafiche “Portraits”; Helen Frankenthaler, Nancy Graves e Julian Schnabel.

La decisione dei Rossi di aprire la stamperia a New York coincide con la comparsa nella Grande Mela di alcuni giovani artisti italiani raccolti intorno al movimento della Transavanguardia e capitanati dal critico Achille Bonito Oliva: si tratta di Francesco Clemente e Enzo Cucchi. La collaborazione con la Transavan-guardia non poteva non cominciare da una interessante conversazione con Achille Bonito Oliva, che individua da subito la natura intrinseca del mezzo grafico: il rapporto a due tra l’artista e l’incisore al quale l’artista consegna il segno.

La capacità di assimilazione della tecnica di Francesco Clemente lo distingue sin dall’inizio dagli altri artisti. Egli combina la fluida linea dell’incisione con le fini acquerellate dell’acquatinta, riproponendo su carta la luminosità dei suoi dipinti. In quegli anni Francesco Clemente introduce Julian Schnabel ai Rossi, insieme realizzano una serie di incisioni di grande formato: ogni incisione è come un happening, diventa la messa in opera di un istinto e il segno una zampata.


Gli anni recenti


“Ogni artista ha portato qualcosa e ne hanno goduto tutti”, racconta sereno Valter Rossi, quando ripercorre la storia della 2RC. Racconta nei toni entusiastici l’attitudine aperta e collaborativa della stamperia che ha saputo adattarsi alle esigenze degli artisti e trasformarsi di volta in volta. Oggi la stamperia risiede sulla Cassia in attesa di una sede definitiva ed emblematica, già definita. Il lavoro di grafica è incessante e, ripercorrendo gli insegnamenti acquisiti nel passato, diventa storia e bagaglio di reciproco scambio tra gli artisti del passato e gli artisti di oggi.


Mostra Itinerante


Nell’Aprile 2007, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, è stata inaugurata la mostra retrospettiva a cura del Prof. Achille Bonito Oliva “Doppio sogno dell’arte – 2RC tra artista e artefice” nella quale sono state presentate 400 opere grafiche dela 2RC. Questa mostra, ridotta a 176 opere di grandi dimensioni, nel 2008, è stata presentata al Museo dell’Accademia di Arte Russa di Mosca e all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo;

Il 18 gennaio 2009 la “mostra itinerante” è stata inaugurata al museo CAFA, Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, ospitata da importanti Musei delle Accademie cinesi quali: la Luxun Art Academy Museum di Shenyang e il Sichuan Fine Art Institute Museum di Chongqing; in Sud Corea, al MOA – Museum of Art della Seoul National University, dove in quell’occasione la mostra è stata inaugurata dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; ha continuato a viaggiare in Indonesia a Jakarta, Bandung e Yojakarta; Messico, al Museo de la Estampa di Citta del Messico, Querataro, Morelia e Toluca. Rientrando in Italia nel 2013.


La Cina

Il cambio di rotta avviene quando la figlia Simona che studiava, da qualche anno, Cinese a Pechino, conosce il Direttore Prof. Tan Ping dell’Accademia Centrale di Pechino, lo invita in Italia per vedere la mostra a Milano. E’ tale il suo apprezzamento che propone ai Rossi una collaborazione con la sua Accademia. Si decide di portare al Museo CAFA di Pechino la Mostra e poterla inaugurare nei Gennaio del 2009.

In quella data si presenta la Mostra itinerante e si concretizza la donazione da parte della 2RC di un grande torchio calcografico “Decebalo”, con tutta l’attrezzatura necessaria per l’attivazione del nuovo dipartimento d’incisione 2RCCAFA all’Accademia Centrale di Belle Arti.

Il dipartimento d’incisione 2RCCAFA oltre a beneficiare dell’insegnamento dei Rossi sulle tecniche, sulle applicazioni, da loro, la possibilità di lavorare con artisti importanti, tra cui Ding Yi e Liu Ye, e vederne i risultati sia di qualità che economici, per il dipartimento stesso, con una collaborazione che aumentava progressivamente, arrivando a produrre più di trenta edizioni, lavorando, con loro presenti, solo due mesi l’anno.

Lui Ye dopo aver lavorato con i Rossi nel 2010 e realizzato due splendide incisioni, l’anno successivo quando i Rossi arrivano a Pechino, gli fece vedere un piccolo aquarello di un Pinocchio

dicendo: “ mi piacerebbe farlo in incisone… grande, è italiano, l’ho pensato per voi”

Per Zhang Xiaogang i Rossi, ancora una volta, organizzano una piccola stamperia nel suo studio perché l’artista preferiva non andare in Accademia. E da li sono uscite due serie di tre e nove piccole incisioni per le quali lui .


Viareggio


La proposta del Senatore Giovanni Pieraccini per un progetto di collaborazione con il Museo d’Arte Moderna GAMC di Viareggio proprio nel 2009 porta i Rossi a valutare la possibilità che si potesse attuare quanto in così breve tempo era successo in Cina.

Nel 2013 gli viene assegnato uno spazio, idoneo per la stamperia, adiacente alla GAMC. Lo stesso prendera nome Centro Internazionale della Grafica d’Arte 2RCGAMC.

Alla fine del 2014 inizio 2015 ha luogo il primo Master in Editoria, Managment e in collaborazione con l’Accademia di Firenze. Nel quale Valter ed Elonora Rossi insegnano le loro tecniche agli studenti. Valter Rossi scopre così una sua vera passione per l’insegnamento.

Dalla Cina vengono invitati i tecnici Cinesi dall’Accademia a fare dei workshop in Xilografia.

A Master concluso, tre studenti partecipanti hanno vinto una borsa di Studio donata dalla Fondazione Nando e Elsa Peretti e hanno potuto continuare il loro apprendistato con i Rossi.

Ora continuano