Anton Roca

Nobody’s Body
Installazione

Installazione della mostra

2001

Installazione della mostra

2001

Testo di Anton Roca

Il Canone verso

Il lavoro Nobody’s body , in mostra alla galleria 2RC di Roma, fa parte di un progetto che si è sviluppato lungo un arco temporale di tre anni intitolato What’s new In my new continent? (continent = body). Oltre al lavoro esposto ne fanno parte out of sense del 1998, già esposto nella galleria nel 1999, e Fragments del 1999. All’ intero progetto verrà dedicato un ulteriore approfondimento presso “La Chambre Blanche», nella città di Québec tra il 7 maggio ed il 17 giugno 2001.

Nobody’s body è un tentativo di sintesi, per la definizione di un canone, in accordo con i presupposti culturali con cui si apre il terzo millennio.

Un canone verso l’essere, quale l’espressione individuale del contesto culturale in cui viene a configurarsi. Esso riceve dall’esterno gli stimoli che riemergono poi sotto forma di esperienza, di crescita (2), utile a modificare se stesso e, di conseguenza, anche a mutare il contesto di cui è ospite.

Canone verso la dissoluzione dei corpo in quanto unità formale fine a se stessa (canone decostruttivo): il corpo non è un nostro possedimento. Semmai è un’amplificazione dei corpo degli altri. Come lo sono i corpi nuvolosi nel cielo, i Castelis che i corpi alzano nella Catalogna o le abitazioni a cerchio degli indios Yanoama.

Canone verso la dilatazione, espansione, allargamento ed infine sconfinamento dei corpo nello spazio circostante, diventando lo stesso essere: entrambi condividono un unico spazio, che è luogo di deambulazione, di passaggio e di continuo mutamento.

Canone verso il terzo millennio il cui metro è la distanza che separa l’essere dal materico per assumere una dimensione atemporale, oltre il tempo.