Maurice Scheltens – Fotografia

2003

Glossy

2003

Display

2003

Flowers

2003

Pig

2002

Setup

2001

La tradizione pittorica del cinquecento olandese è contraddistinta dalla ricerca di un ‘ attenta ed accurata osservazione del mondo sensibile, rintracciabile nella pittura di genere, in quella di paesaggio e nella natura morta.

La teorica Svetlana Alpers in un testo di gran interesse sulla pittura del sedicesimo secolo, L’ arte del descrivere, distingue l’ arte italiana da quella olandese, sostenendo che mentre la prima nasce da uno spirito narrativo che induce a raccontare creativamente, a proposito nelle teorizzazioni artistiche sul Rinascimento era stato formulato il concetto di inventio, la pittura olandese mantiene un’ attitudine descrittiva più rigida che la porta a rappresentare la realtà come è.Il pittore olandese del seicento pur divagando nella descrizione dei dettagli e della luce, rimane dentro la struttura dell’ osservazione minuziosa, privilegiando lo slancio creativo la ricerca del descrivere, il realismo raffinato e superfluo.

La 2RC Edizioni d’ Arte desidera invitare nuovamente l’ artista olandese Maurice Scheltens per la sua nuova personale nella galleria romana.

Pochi artisti contemporanei sanno creare un ponte così forte e critico con la tradizione pittorica del proprio paese. Maurice Scheltens attraverso il genere della natura morta fonda un legame con la tradizione pittorica del passato facendo prorpio lo spirito dell’ artista seicentesco che ha la necessità di documentare la realtà.

Egli sceglie la fotografia come mezzo per eccellenza capace di riportare la realtà e coglie dal linguaggio della pubblicità e del graphic design da cui proviene, l’ abilità di accattivarsi il pubblico, di ammirarlo con un imagine affascinante, seducente nel colore e nella superfice.

Le sue foto sono al primo sguardo affascinanti nella costruzione perfetta, nell’ equilibrio della composizione. Il bagliore gelido dipinto nei riflessi delle zuppiere e delle brocche in peltro o negli incarnati della frutta delle nature morte di un Van Beyren o Willem Claesez e sintetizzato nel colore piatto e immobile di alcune foto di Scheltens.

In un secondo momento si nota che la foto è costruita con attenzione smisurata al dettaglio, composto per strati come quelli che il pittore appone sulla tela. Un ritaglio si staglia sul fondo, sopra di esso un altro oggetto e così a seguire. Questa volta un reggipetto, un telecomando o anche una composizione di frutta sono le moderne nature morte dell’ artista. Oggetti estrapolati dal vissuto e segni talvolta di una civiltà in cui si mischia nostalgia e obsolescenza.

Il progetto che Scheltens viene invitato a eseguire per la Galleria 2RC Edizioni d’ Arte vuole invitare a far riflettere lo spettatore su una delle voci giovani più interessanti del panorama contemporaneo olandese.

a cura di Marianna Vecellio