Enrico Corte e Andrea Nurcis

scultura
2RC Roma

Installazione della mostra

2001

Installazione della mostra

2001

Installazione della mostra

2001

Installazione della mostra

2001

A cura di Gianluca Marziani

Andrea Nurcis propone un percorso dinamico tra media distanti. Una grande opera consta di numerosi disegni eseguiti durante le notti dal 1981 ad oggi. Si tratta di una scrittura minuziosa ma rapida che parte da un punto astratto per giungere a raffigurazioni cerebrali, visionarie per natura, esplosive nella loro potenza radicale. A questo maniacale progetto si affiancano le opere più recenti, ovvero, alcuni quadri, un video e varie sculture che il pubblico troverà disposte su un tavolo al centro della galleria. L’operazione di Nurcìs indaga i percorsi mentali, le connessioni tra realtà e sua degenerazione. Colpisce e ferisce lo sguardo poiché le opere nascono da complessi viaggi cerebrali filtrati nel linguaggio più’ adeguato.

Enrico Corte utilizza il video e la scultura in un cortocircuito formidabile, spiazzante, continuamente reinventato nelle tecniche e nello stile. Anche lui segue l’impulso della potenza mentale, dei meandri psichici e delle alterazioni che ognuno sente dentro. In mostra ci saranno opere tridimensionali che si rìferiscono all’inedito film digitale “Videoache”. Il concetto centrale riguarda l’indagine della sofferenza. Oggetti dalle fattezze antropomorfe sono i soggetti fisici di questo soffrire filmico tra horror e sperimentazione radicale. Sulla pelle delle cose si formalizza il dolore, cresce la tensione, fino a climax che la claustrofobia dei video restituirà in tutta l’interezza emozionale. Se poi il pubblico vorrà sentire fisicamente le sensazioni dolorose dei film, troverà in galleria un gadget chiamato “Dolorama”. Anche questo, sia chiaro, farà parte delle opere in mostra.

Erroneamente considerati un duo, Nurcis e Corte ci ricordano che le influenze reciproche aiutano i personali progetti senza togliergli autonomia. Vederli assieme significa proprio questo: lasciare spazio al linguaggi di ognuno, evidenziando le zone’sottili in cui temi e visioni risultano adiacenti. Nurcis e Corte danno spazio alle verità interiori, ai percorsi eccessivi che molti respingono. I loro progetti alimentano le anormalità e i segnali trasversali. Fanno dell’estremo un terreno di “normalita’ Intelligente”. Una norma possibile che stuzzica lo spettatore: Irritandolo, facendogli solletico emotivo, lanciandogli segnati verso il suo sistema nervoso, muscolare e cardiocircolatorio.