Jasper Krabbè – Pittura

2002

Portraits

2002

Fragments

2002

Rememberance

2002

Il tema principale nel nuovo lavoro del giovane artista olandese Jasper Krabbé è chiaramente riconoscibile – ritratti, scene di interni e paesaggi frammentati. Il suo stile e la sua competenza tecnica risultano densi di poesia ed emozione. Il lavoro di Krabbé è pieno di contraddizioni, ambigue e tuttavia palesemente personali. Talvolta fonde il collage con la pittura, incorporando cartoni strappati, elementi postali, pagine dei suoi diari e quaderni da schizzo come una parte integrale della composizione finale.

Nei suoi ultimi lavori, Krabbé dipinge con un spesso impasto utilizzando colori sordi come i colori pastello, il baby blue, il pale spearmint e rosa pallido. Queste sono le tinte di un nido d’infanzia, associate a forme teatrali e a gesture di un espressionismo placato.. In una serie di piccoli quadri sbiaditi dipinge scalinate, viste panoramiche e cortili, ridotti in scala in miniatura. L’influenza delle decorazioni nord africane è evidente. Queste opere così preziose contrastano i quadri di grande formato, nei quali le teste e i busti di un uomo arcaico sono esaltate come un monumento ibernato; figure centrali rappresentate in colori glaciali, avorio e giallo gessato.

“Questi lavori sono stati ispirati dalle memorie sbiadite dei miei viaggi, assieme ad un inebriante senso della natura. In qualche modo, rispecchiano uno stato di illuminazione, in immagini che sono pure, che arrivano dal mio subconscio. Sono velate, nascono dal bianco, con un solo accenno di colore”.

Dopo il successo della sua prima personale in Italia alla 2RC, nel 2000, e la presentazione del suo lavoro a Miart, questa nuova mostra dei suoi recenti lavori è composta da tre grandi tele ed una serie di circa 30 piccoli olii. Come sempre, il lavoro di Krabbé è evoluto dalla sua ricerca della rappresentazione del ritratto universale, è l’idea dell’artista come una figura primitiva in un vasto paesaggio. L’idea di un paradiso non è mai troppo distante.

A cura di Jonathan Turner